L’affermazione: “La squadra migliore da allenare sarebbe quella composta da orfani” esprime il paradosso di quelle realtà dove la presenza dei genitori, nel percorso di crescita dei ragazzi affidati alle società sportive, è sentita spesso come ingombrante se non addirittura controproducente per il ben- essere del ragazzo, così intento a sperimentarsi nello sport come campo di crescita e di sviluppo della propria persona, nel senso più completo del termine.
Penso che tutti siamo d’accordo sul fatto che, oggi più che mai, le società sportive sono chiamate a creare delle opportunità formative in grado di stimolare nei giovani non solo lo sviluppo fisico e tecnico, ma anche l’accrescimento di qualità cognitive, emotivo – affettive, motivazionali e socio-relazionali. Credo che nella realizzazione di questo progetto formativo, i genitori siano una risorsa preziosa. Il loro coinvolgimento attivo e positivo è determinante per condividere e raggiungere gli obiettivi educativi della pratica sportiva; fondamentale diventa in tal senso il dialogo con i tecnici e la comprensione delle problematiche che i ragazzi si trovano ad affrontare.
Educare non è semplice, e nessun genitore nasce “allenato” ad affrontare le problematiche presenti nella pratica sportiva che, nonostante il grande potenziale educativo proprio dello sport, può essere vissuta come opportunità o come rischio.
La sensibilità, unita alla consapevolezza, di quanto lo sport vissuto in modo sereno ed equilibrato può offrire e di quanto sia importante per la crescita dei ragazzi, deve rendere consapevoli e attenti noi adulti, con i nostri ruoli di genitori, istruttori, allenatori, dirigenti, nell’assumere un atteggiamento in linea con questo importante compito educativo.
Da queste riflessioni nascono le tante proposte formative che Inexere propone ai genitori, agli allenatori e ai dirigenti: l’intento è quello di creare, attraverso una serie di incontri, uno spazio formativo per quei genitori che vogliono riflettere sul valore educativo dello sport in generale, del calcio in particolare e che credono nell’importanza del loro ruolo nella sviluppo dei propri figli, attraverso una corretta ed efficace condivisione degli obiettivi educativi della pratica sportiva.
Uno spazio in cui aprire il dialogo e avvicinare famiglie e mondo sportivo, genitori e tecnici, mettendo sempre al primo posto il ben-essere dei ragazzi: i loro bisogni, le loro aspettative, i loro desideri, le loro preoccupazioni e insicurezze. Finalità di questi momenti di incontro è quella di permettere ai genitori, ai tecnici un confronto ed uno scambio costruttivo, per conoscere e riconoscere l’origine delle parti di sè “frementi” in tribuna, affinché i ruoli, le aspettative e le gioie non si confondano e rimangano separate dai risultati delle prestazioni e affinché lo sport sia vissuto come modalità di espressione di sé secondo i desideri e le potenzialità dell’individuo.
… Quando mamma e papà sono in tribuna un tumulto di emozioni entra in circolo giocando anch’esse una partita importante. Una partita non semplice perché l’individualità, la ricchezza, le sfaccettature di ognuno, si confondono con l’altro.